mercoledì 13 aprile 2011

Cittadini Aire: la tassa Imu e la casa in Italia


Con l'entrata in vigore dal 2012 della nuova tassa Imu ci saranno due aliquote, quella del 4xmille per la prima casa e quella del 7,5xmille sulla seconda. Nel momento in cui scrivo l'aggiornamento è appena stato varato il decreto che istituisce l'Imu dal 2012. Dovrò verificare sulla legge quando uscirà ma per il  momento sembra valida ancora la considerazione della unica casa italiana dei cittadini Aire, non locata, come "abitazione principale", nel senso che come oggi, ha diritto a pagare l'aliquota agevolata prima casa con la franchigia di detrazione come abitazione principale. Franchigia che dovrebbe essere di 200 eur. Quindi significa che sulla casa (unica e non locata in Italia) il cittadino Aire pagherebbe il 4xmille (i Comuni possono alzarla o abbassarla del 2xmille)e avrebbe una detrazione di 200 eur. Da calcolare però sulle nuove rendite catastali, rivalutate del 60% e non del 5% come prima.

CALCOLO
Esempio di calcolo:
base imponibile (rendita catastale rivalutata del 5% x 160) X aliquota (4/1000 o 7,6/1000) - detrazione (200 eur se è abitazione principale o assimilata)

DUBBI INTERPRETATIVI
Se però nella legge si inserirà, senza eccezioni di assimilazione, il concetto di dimora abituale per ottenere aliquota agevolata e detrazione si dovrà pagare l'intero importo della Imu tax (che sarà attorno al 7xmille, ma i Comuni potranno alzarla o diminuirla del 3xmille...io credo che diminuzioni siano difficili sulle seconde case..).
Sono in attesa di chiarimenti da varie fonti istituzionali e di associazione consumatori al fine di verificare la correttezza di questa interpretazione poichè è utile sapere come comportarsi di fronte alla fiscalità della casa italiana per non incorrere in sanzioni.
Ogni vostra informazione appurata in merito è la benvenuta nei nostri commenti.

AGGIORNAMENTI AGENZIA ENTRATE
Aggiornamento del 6 dicembre 2011: dopo aver letto il decreto Monti "salva Italia" (102 pag), non trovando espliciti riferimenti ai cittadini Aire, ho inviato all'agenzia delle entrate questa domanda

"Buongiorno, sul decreto legge varato dal governo Monti è prevista dal 2012  l'imposta IMU.

Ai cittadini italiani iscritti Aire, residenti all'estero, con una sola casa di proprietà in Italia,  non locata, la legge faceva pagare l'Ici con aliquota ridotta e detrazione per abitazione principale. (L’art. 1 comma 4-ter D.L 16-93 stabilisce che per i cittadini Aire si considera adibita ad abitazione principale l’abitazione posseduta a titolo di proprietà se non è locata.
Secondo parere del Ministro dell’Economia e Finanze, risoluzione 12-df del 5.6.08 e 1-df del 4.3.09 a tali fabbricati si applica l’aliquota agevolata e la detrazione ma non l’esenzione.)

Vorrei sapere se questo principio è valido anche dopo l'entrata in vigore del suddetto decreto legge ovvero se un cittadino iscritto Aire, con unica casa in Italia non locata può applicare l'aliquota Imu del 4% con detrazione di 200 eur."

Resto in attesa di risposta, nella speranza che non sia generica e che non rimandi ad eventuali altri chiarimenti ancora da fare in merito.
Preciso che nel Decreto Monti del 5 dicembre 2011 si precisa per per abitazione principale si intende l'immobile in cui il possessore "dimora abitualmente e risiede anagraficamente".
Se fosse preso alla lettera per i cittadini Aire la casa in Italia sarebbe assoggettata alla aliquota come seconda casa. Tuttavia anche nei precedenti decreti in materia si parlava di residenza anagrafica eppure sappiamo bene che un cittadino AIre usufruiva delle suddette agevolazioni in virtù delle leggi citate anche se di fatto non risultava residente nel luogo in cui aveva la casa.
Aspettiamo quindi risposte, o ancor  meglio, risoluzioni ufficiali in merito.

Aggiornamento del 7 dicembre 2011

L'agenzia delle entrate ha risposto in questo  modo:
Testo risposta:Gentile Contribuente, si premette che questo servizio di posta elettronica dell'Agenzia delle Entrate fornisce informazioni al contribuente in ordine all'applicazione di norme tributarie secondo le istruzioni e i chiarimenti contenuti in Circolari e Risoluzioni dell'Agenzia stessa e che per conoscere la corretta applicazione delle norme tributarie o l'individuazione dell'esatto trattamento fiscale di una fattispecie, è necessario, come previsto dalla normativa, fare ricorso all'interpello di cui all'art. 11 della legge 212/2000. Ad ogni buon conto, si consiglia di attendere la pubblicazione del Decreto Legge sulla G.U. oltre che la successiva conversione in legge ed eventuali chiarimenti che potrebbero essere forniti sulla fattispecie di cui al quesito. Distinti saluti

In pratica l'Agenzia delle entrate non lo sa, quindi dice di aspettare anzitutto la conversione in legge (per fine anno dovrebbe arrivare). Bene , una volta pubblicata la legge cosa cambia se il testo è lo stesso? Nulla, i dubbi restano. Quindi l'agenzia delle entrate dice di attendere eventuali chiarimenti per mezzo di risoluzioni o circolari. Ma nel frattempo come mi comporto? Ebbene nel frattempo ci si può avvalere dell'interpello. L'interpello, per chi non lo conoscesse è uno strumento che permette di chiedere un chiarimento interpretativo all'amministrazione pubblica, in tema di tasse, qualora vi siano dubbi di applicazione. Per l'interpello si deve scrivere una lettera ben strutturata, inviata con raccomandata ar senza busta e nel caso in cui nei 120 giorni successivi alla ricezione la pubblica amministrazione locale non rispondesse si intende corretta l'interpretazione del cittadino. In caso contrario l'ente riponde citando leggi e motivi che invece implicano una interpretazione diversa.
In pratica dite: io voglio pagare la tassa Imu, il decreto differenzia due aliquote a seconda che si tratti di abitazione principale o secondaria, fino ad oggi esistono normative che precisano che per i cittadini aire l'unica casa italiana non locata è assimilabile a residenza principale, quindi io presumo che debba pagare l'aliquota ridotta e ad avere diritto alla detrazione. Se il Comune non vi risponde entro 120 giorni voi farete come detto cioè applicherete aliquota agevolata e detrazione, nel caso in cui vi risponda dovrà citare le norme che chiariscono una diversa interpretazione e allora dovrete pagare l'aliquota come seconda casa. Ma se l'agenzia delle entrate non lo sa, e se non vi sono nel frattempo circolari esplicative in tal senso, il Comune non potrà che fare silenzio -assenso. Poichè si presume che l'Imu vada pagata in prima rata a giugno, per avere certezza del silenzio assenso entro 120 giorni , l'interpello andrebbe inviato al Comune entro fine febbraio per ottenere risposta o almeno un silenzio assenso entro il 30 giugno, di modo da sapere con certezza ufficiale quale aliquota applicare.

AGGIORNAMENTO ADUC
aggiornamento del 13 dicembre: risposta Aduc (associazione consumatori)
"nel Decreto Monti per abitazione principale si intende l'immobile in cui il possessore "dimora abitualmente e risiede anagraficamente". Non c'e' ad oggi un riferimento specifico alla disciplina dei cittadini iscritti all'Aire, quindi se ne potrebbe desumere che la casa in Italia debba essere assoggettata alla aliquota come seconda casa. Tuttavia, considerando che la situazione non e' molto diversa dai precedenti decreti, consigliamo di attendere la conversione in legge del decreto, e poi in caso di perdurante equivocita' inviare all'Agenzia delle Entrate un atto di interpello: http://sosonline.aduc.it/scheda/interpello+all+amministrazione+finanziaria_16772.php"


A parte che semmai l'interpello andrebbe fatto al Comune e non all'agenzia delle entrate per competenza fiscale, comunque in sostanza conferma i nostri dubbi, ovvero nessuno ne sa nulla e salvo Risoluzioni del Ministero dell'Economia, continueremo a restare col dubbio fino all'interpello.

AGGIORNAMENTO ITER PARLAMENTARE: ODG DELL'ON. BUCCHINO
20.12.2011
L'on.Bucchino, visto che il legislatore si era dimenticato (ma non è una novità) di disciplinare i diritti e i doveri degli italiani residenti all’estero in materia di IMU, ricordava ai parlamentari e al Governo - nel suo Ordine del giorno - che la legge 24 marzo 1993 n. 75, recante disposizioni in materia di imposta sui redditi, all’articolo 1, comma 4-ter, stabilisce che per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, si considera direttamente adibita ad abitazione l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata. Bucchino aveva reso noto in un recente comunicato che, come a lui confermato dal Ministero delle Finanze, la nuova legge sull’ICI avrebbe indirettamente soppresso la norma del 1993 che aveva equiparato la casa degli italiani all’estero all’abitazione principale degli italiani in Italia ai fini della detrazione di base e introdotto inoltre, sempre all’articolo 13, nuovi requisiti ai fini del diritto alla detrazione di base tra i quali la dimora abituale e la residenza anagrafica nell’immobile posseduto in Italia. Tali requisiti ovviamente escluderebbero i residenti all’estero dal diritto alla detrazione di base di 200 euro. L’On. Bucchino quindi, con il suo Ordine del giorno approvato dal Governo e dalla Camera dei deputati, ha impegnato il Governo ad assicurare che sia garantita, così come è avvenuto fino ad oggi, anche ai cittadini italiani residenti all’estero proprietari di unità immobiliari in Italia la detrazione di base di 200 euro sull’abitazione posseduta in Italia a patto che essa non sia locata. Ora spetterà al Governo Monti dimostrare la sua serietà e la sua discontinuità rispetto al precedente esecutivo approvando in tempi brevi una norma che conceda la detrazione di base sull’IMU ai cittadini italiani residenti all’estero.
Ho contattato l'On Bucchino via mail il quale mi ha gentilemnte risposto, e mi terrà inforamta sull'argomento.

AGGIORNAMENTI INTERPELLO :07.02.2012
oggi ho spedito l'interpello al comune italiano in cui ho la mia unica casa non locata. ecco il testo, utile per altre persone

Raccomandata a/r

Istanza di interpello (ai sensi della legge del 27 luglio 2000 nr 212)

La sottoscritta xx, C.F. xx nata a xx il xx, iscritta all’Aire, residente in xx, telefono xx in qualità di proprietaria della casa sita in xx,

E S P O N E

il seguente caso concreto e personale:

essendo residente all’estero, ed avendo una sola casa di proprietà sita nel Comune di xx, non locata, 

sono stata assoggettata fino al 2011 all’imposta Ici con aliquota e detrazione per abitazione principale. Con l’introduzione dell’imposta Imu vi è incertezza da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla chiara e univoca corretta interpretazione della normativa applicata ai cittadini residenti all’estero con unica casa di proprietà non locata sita nel territorio italiano.

Infatti:

CONSIDERATO  che il D.L. nr 201 del 6.12.2011 convertito in legge nr. 214 del 22.12.2011 ha introdotto, all'articolo 13, una anticipazione sperimentale dell'imposta municipale propria, con decorrenza 1o gennaio 2012, che ha per presupposto il possesso di immobili in Italia; dalla nuova imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale si detraggono almeno 200 euro, ferma restando la facoltà dei Comuni di stabilire con deliberazione che tale importo possa essere elevato

CONSIDERATO che la legge 24 marzo 1993 n. 75, tuttora vigente, recante disposizioni in materia di imposta sui redditi, all'articolo 1, comma 4-ter, stabilisce che per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, si considera direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata;


Considerato che la nuova norma sull'imposta municipale propria non indica in maniera esplicita se la disposizione prevista dalla legge n. 75 del 1993 possa essere ancora considerata vigente e se quindi la nuova detrazione di base sull'imposta sia applicabile anche ai cittadini italiani residenti all'estero possessori di unità immobiliari in Italia;

CONSIDERATO che è stato accettato l’odg 9/4829-A/43 del 16.12.2011 seduta nr 562, che impegna il Governo ad assicurare che sia garantita, così come è avvenuto fino ad oggi, anche ai cittadini italiani residenti all'estero proprietari di unità immobiliari in Italia la detrazione di base di 200 euro sull'abitazione posseduta in Italia a patto che essa non sia locata

La sottoscritta ritiene che il caso prospettato debba essere risolto nel modo seguente:

in attesa di chiarimenti da parte del Ministero delle Finanze, e in continuità con la precedente giurisprudenza in materia, di applicare nel caso specifico l’aliquota e la detrazione per l’abitazione principale.

Pertanto ritiene di dover adottare il seguente comportamento:

a partire dall’anno di imposta 2012, l’imposta Imu della propria abitazione di proprietà e non locata, sita in xx, sarà pagata con aliquota agevolata e la detrazione di euro 200 previste per l’abitazione principale.

La sottoscritta sottopone il quesito di interpello a codesto Comune xx, con l’avvertenza che qualora non riceva risposta entro il termine previsto di 120 giorni, si atterrà all’interpretazione sopra esposta, con tutte le garanzie di legge.

Conferisce il consenso al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/03 e prende atto delle informazioni di cui all’art. 13 del D. Lgs. 196/03.

data, luogo
firma

AGGIORNAMENTO del 01 marzo 2012
Vi segnalo che a seguito dell'odg presentato dall'on Bucchino succede una interrogazione parlamentare dell'on Misiani dal cui sito traggo la seguente dichiarazione:
"Con la vecchia ICI gli italiani residenti all'estero possessori di abitazioni non locate non erano stati esentati ma avevano almeno diritto alla detrazione e alle aliquote previste per le abitazioni principali. Dal 2012, poiché la disciplina della nuova IMU non fa alcun riferimento alla normativa di cui alla legge 75/1993, questi immobili rischiano di pagare l'IMU prevista per gli immobili diversi dall'abitazione principale, perdendo il diritto alla detrazione (che per l'IMU è pari a 200 euro, più 50 euro per ogni minore di 26 anni residente nell'abitazione) e all'aliquota ridotta (per le abitazioni principali è pari al 4 per mille, mentre per gli altri immobili è pari al 7,6 per mille). Il governo a metà dicembre ha accolto un ordine del giorno, presentato dall'on. Bucchino (PD), che impegna il governo a garantire anche per questa tipologia di immobili la detrazione di 200 euro prevista per le abitazioni principali. Con l'interrogazione a risposta scritta che ho presentato si chiede al Ministro dell'Economia e delle Finanze quali iniziative ha intenzione di adottare per dare seguito all'ordine del giorno. Nei giorni scorsi il governo ha varato un decreto per la semplificazione tributaria che contiene alcune norme relative all'IMU. Quel provvedimento è lo strumento più adatto per rispettare l'impegno assunto risolvendo questa problematica".

Interpello: ad oggi il Comune italiano non mi ha ancora risposto. Se non risponde entro tre mesi significa che verrà accetata la mia interpretazione e sarò autorizzata a procedere con la aliquota agevolata e detrazione.

AGGIORNAMENTO DEL 13.3.2012


Dal sito ItaliachiamaItalia: Quale sarà l'aliquota IMU che dovranno pagare gli italiani residenti all'estero che possiedono una ed una sola casa in Italia che non fa reddito? È quello che si chiedono in tanti, perché la nuova norma introdotta con il decreto "Salva Italia" lascia non pochi dubbi di interpretazione. Per questo e per evitare che in tanti all'estero decidano di vendere l'unico immobile che li legava al loro luogo d'origine e dove magari pensavano di poter trascorrere la loro vita da pensionati, il deputato del Pd Franco Narducci ha presentato una interrogazione al ministro dell'Economia e delle Finanze, Mario Monti. Nel provvedimento il parlamentare eletto in Europa chiede in particolare "quali iniziative intenda intraprendere il Governo per riconoscere gli stessi benefici fiscali cui è assoggettata l'abitazione principale anche all'abitazione posseduta in Italia dai nostri connazionali residenti all'estero, non locata e adibita ad uso proprio, dando, in tal modo, per dare un segnale concreto di attenzione ai problemi dei cittadini italiani all'estero".
Nella sua  interrogazione Narducci ricorda che "il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge n.214 del 2011, cosiddetto "Salva Italia", ha introdotto, con due anni di anticipo ed in veste sperimentale rispetto a quella delineata nel decreto istitutivo del federalismo comunale (decreto legislativo n.23 del 2011), una nuova tassa, l'imposta municipale unica (IMU), che sostituisce sia l'Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'ICI, introdotta nel 1992. Con l'imposta municipale unica", prosegue Narducci, "si introduce ai fini fisicali il concetto di abitazione principale che è "l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente"; ai fini di imposta municipale unica l'imposta a cui è assoggettabile l'abitazione principale può beneficiare di una detrazione fissa di 200 euro, più 50 euro per ciascun figlio (fino a 26 anni d'età) che compone la famiglia, purché dimorante abitualmente e residente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Per gli italiani residenti all'estero iscritti AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), che possiedono un'abitazione in Italia, non locata e adibita ad esclusivo uso proprio, non risulta chiaro se possono beneficiare dell'aliquota minima per la prima casa dello 0,4 per cento o se sono assoggettati a quella per le seconde case che è dello 0,76 per cento", si legge nel testo dell'interrogazione, in cui si rammenta "che, quando rientrano in Italia, l'abitazione non locata degli iscritti AIRE costituisce l'abitazione principale, tanto che vengono mantenute attive le utenze principali". Come osserva Franco Narducci, "ai sensi dell'articolo 1, comma 4-ter, del decreto-legge n. 16 del 1993 convertito dalla legge n.75 del 1993 le abitazioni dei cittadini italiani residenti all'estero sono equiparate a quelle degli italiani residenti entro i confini nazionali e quindi fino ad ora sono state assoggettate all'aliquota agevolata, conformemente al regolamento dei comuni interessati". Quanto invece alle "nuove norme introdotte in materia di abitazione", queste con riferimento agli italiani residenti all'estero "hanno sollevato sia dubbi interpretativi sia proteste tra le comunità italiane all'estero. 

AGGIORNAMENTO DEL 4 APRILE 2012

 Dal sito www.aise.it
Secondo il Dipartimento delle Finanze la legge n. 16 del 1993 che stabiliva ai fini dell’ICI per gli italiani residenti all’estero sia l’equiparazione ad abitazione principale dell’immobile posseduto in Italia sia diverse modalità di pagamento, deve ritenersi superata dalla nuova normativa sull’IMU (ex ICI) che si applica a partire dal 1° gennaio 2012. Ciò significa che per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato non può più considerarsi adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia.
Significa inoltre, e su questo l’On. Gino Bucchino ha comunque posto un quesito al Dipartimento delle Finanze per avere maggiori chiarimenti, che gli stessi cittadini non residenti non potranno più effettuare il versamento d’imposta comunale sugli immobili in un’unica soluzione entro la scadenza del mese di dicembre ma dovranno invece adottare le modalità previste per i residenti pagando la prima rata entro il 18 giugno 2012 e la seconda entro il 17 dicembre 2012.
Si ricorda che l’imposta può essere versata in Italia con le modalità stabilite nel decreto interministeriale 12 maggio 1993 e precisamente tramite:
a) versamento diretto allo sportello del concessionario della riscossione nella cui circoscrizione è compreso il comune sul cui territorio è situato l’immobile; b) versamento sull’apposito modello di c/c postale intestato al concessionario; c) versamento allo sportello di un’azienda di credito convenzionata con il concessionario.
Se invece il pagamento viene effettuato all’estero le modalità sono le seguenti:
a) vaglia internazionale ordinario; b) vaglia internazionale di versamento in conto corrente; c) bonifico bancario.
Si ricorda inoltre che per i residenti all’estero l’IMU è dovuta ad aliquota ordinaria, a meno che i Comuni prevedano specifiche agevolazioni.
Sule modalità di pagamento regna tuttavia ancora incertezza, anche se proprio ieri la soluzione al caos IMU denunciato dai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) è arrivata in un emendamento al decreto per le Semplificazioni tributarie in aula al Senato in questi giorni. Per l’anno 2012 recita il testo dell’emendamento – il pagamento della prima rata dell’imposta municipale è effettuato, senza applicazioni di sanzioni e interessi, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote base e le detrazioni previste.
L’emendamento prevede inoltre che il Governo dovrà, con apposito decreto, entro il 10 dicembre 2012 provvedere sulla base del gettito della prima rata IMU alla modifica – se necessario – delle aliquote e della detrazione stabilite per assicurare l’ammontare del gettito previsto per l’anno 2012. In parole povere esiste il rischio concreto di ulteriori penalizzazioni a fine anno in occasione del pagamento della seconda rata.
Per quanto riguarda le case in Italia dei nostri emigrati, la nuova norma ha stabilito l’aliquota ordinaria di base al 7,6 per mille. Va sottolineato che i comuni tuttavia in base alle esigenze di bilancio, possono aumentare o diminuire del 3 per mille l’aliquota ordinaria (che può oscillare quindi dal 4,6 al 10,6 per mille) e del 2 per mille l’aliquota per l’abitazione principale. Ad oggi sono pochi i comuni che hanno deliberato in merito (si avvicinano le elezioni amministrative!!!) e il termine per l’approvazione del bilancio è stato posticipato al 30 giugno 2012 proprio per permettere ai comuni di verificare meglio la propria situazione economica. Si ricorda infine che per tutti i fabbricati e i terreni agricoli l’IMU si applica sulla rendita catastale, rivalutata in base ai moltiplicatori stabiliti dalla legge. Consigliamo quindi ai nostri connazionali di accertare la rendita catastale dell’immobile posseduto in Italia, di verificare i nuovi moltiplicatori e di rivolgersi agli enti preposti all’assistenza per predisporre i pagamenti se non esentati dai comuni."
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 Stando così pare che senza ulteriori interventi normativi si debba pagare come seconda casa. Vediamo gli aggiornamenti futuri ma vedendo lo stato grave in cui imperversa l'economia italiana credo che non faranno sconti ai cittadini italiani residenti all'estero, nemmeno se siete in affito all'estero e avete una sola casa in Italia.

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AGGIORNAMENTO DEL 12 aprile 2012

Presentato emendamento al decreto fiscale: se accolto la casa degli italiani Aire sarà considerata con aliquota prima casa (come prima con l'Ici).

 
L’On. Gino Bucchino ha presentato ieri alla Commissione Finanze della Camera dei deputati un emendamento al Decreto fiscale che prevede l’equiparazione della casa posseduta in Italia dagli italiani residenti all’estero all’abitazione principale degli italiani residenti in Italia.
Se l’emendamento fosse accolto si applicherebbe alla casa in Italia degli italiani non residenti, ai fini dell’IMU, l’aliquota più bassa dello 0,4% e non quella dello 0,76%; inoltre sarebbe prevista la detrazione di base pari a 200 euro.
Ecco il testo dell’emendamento: “Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, comma 7 del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, si considera direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata”.
Sono numerosi gli emendamenti al Decreto fiscale attualmente in discussione alla Camera dopo essere stato approvato dal Senato che prevedono modifiche alla normativa sull’IMU: a partire dalle agevolazioni per gli anziani degenti nelle case di riposo fino a quelli per le zone terremotate dell’Aquila e che interessano molti emigrati.  La “stangata “ IMU dovrebbe rimpinguare le casse dello Stato di circa 11 miliardi di euro (tra ritorno della prima casa e aumento della base imponibile del 60%). La novità più importante è che la prima rata, da anticipare entro il 18 giugno, residenti all’estero compresi, si pagherà con le aliquote di base (4 per mille prima casa e 7,6 per mille seconda casa) visto che i comuni non hanno ancora deciso in merito alle aliquote e a eventuali modifiche. Molti comuni prevedono tuttavia aumenti (la norma glielo consente) delle aliquote che potrebbero essere introdotti con il saldo di fine anno.



AGGIORNAMENTO DEL 17 aprile 2012
Pare che la palla passi ai Comuni che potranno decidere nel loro regolamento se equiparare la casa degli italiani residenti all'estero ad una abitazione principale o no. Si tratta dell'emendamento Merlo-di Biagio


Possibile uno sconto sull'Imu per i residenti all'estero - I Comuni potranno agevolare, come una abitazione principale, la casa "posseduta da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata". Lo prevede un emendamento del relatore al dl fiscale approvato dalla commissione Finanze della Camera.


IMU: Istruzioni per l'uso (aggiornamento del 14/5/12)

Scadenza e modalità di pagamento Imu

I versamenti dell'imposta municipale propria (IMU) nonchè dei relativi interessi e sanzioni devono essere eseguiti esclusivamente utilizzando il modello di pagamento  F24 approvato dall'Agenzia delle Entrate in data 12/4/2012.
Sempre nella stessa data con Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 35/E sono stati istituiti i codici tributo per il pagamento dell'imposta municipale propria (IMU) e ricodificati anche i codici tributo per il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI).
Scadenza
Con il nuovo emendamento si tratta di tre rate SOLO per la abitazione principale. Se il Comune in cui si trova la vostra unica casa italiana non locata emana un regolamento IMU in cui precisa che per i cittadini italiani residenti all'estero con unica casa italiana non locata è equiparata alla "abitazione principale" allora potete pagare in tra rate.
Nel caso in cui il regolamento comunale Imu non precisi questo distinguo, ci si riferisce alla legge nazionale quindi la vostra unica casa in Italia non locata avrà un Imu come "seconda casa". Ovviamente per le case locate e le terze e quarte case non locate questo valeva anche prima con l'Ici.
Per coloro quindi che si trovano a dover pagare la loro casa (anche se unica e non locata) come "seconda casa" la data di scadenza del primo acconto è il 15 giugno 2012.
Per quella data si spera di conoscere già il regolamento comunale di riferimento, almeno per calcolare l'aliquota corretta. Infatti l'aliquota delle seconde case è dello 0,76% ma il Comune può a sua discezione aumentarlo o diminuirlo. Considerato che sulle seconde case, specie nelle località turistiche, si può fare bottino senza avere "problemi" di elettorato ( presupponendo che essendo seconde case non si abbia li' la residenza), credo che di diminuzioni se ne parli poco ma di aumenti di più.
Nel mio caso il Comune abruzzese in cui ho la mia unica casa ereditata italiana ha aumentato l'aliquota delle seconde case di un bel pò. Non è ancora il massimo, ma penso che ci arriverà fra qualche anno al massimo.
Il pagamento si può fare anche tramite banca online italiana.

I codici tributo per l'Imu da utilizzare per la compilazione del modello F24 sono:


Codici tributi per il versamento al Comune3912: abitazione principale e relative pertinenze
3913: fabbricati rurali ad uso strumentale
3914: terreni
3916: aree fabbricabili
3918: altri fabbricati
3923: interessi da accertamento
3924: sanzioni da accertamento
Codici tributo per versamento allo Stato3915: terreni
3917: denominato:  aree fabbricabili
3919: gli altri fabbricati
.................................................................................................................................................................................
Codici per versamenti Ici - Imposta comunale sugli immobiliPer versamenti relativi agli anni d'imposta fino al 2011
Con la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 35/E i codici per il versamento dell'Ici  sono stati così ricodificati:
3940 (ex 3901) - abitazione principale
3941 (ex 3902) - terreni agricoli
3942 (ex 3903) - aree fabbricabili
3943 (ex 3904) - altri fabbricati

Di conseguenza i codici: 3901, 3902, 3903, 3904 non sono più in vigore


Rimangono invece in vigore i codici
3906 - Interessi
3907 - Sanzioni 




Aggiornamento al 02/09/2013
Incredibile come bisogna tenersi aggiornati col fisco italiano, cambiano continuamente. Eccoci al nuovo aggiornamento: per i cittadini italiani residenti all'estero e che hanno una casa in Italia non locata essa può essere o no soggetta all'Imu a seconda che il regolamento comunale abbia definito tale casa come abitazione principale o meno.
Chiarisco: per la normativa nazionale la casa per essere considerata abitazione principale deve avere la carattestica della dimora. Quindi un cittadino residente all'estero non potendola avere come dimora (cioè residenza abituale) vedrà la stessa trattata come "seconda casa" .
Però la normativa nazionale lascia ai Comuni italiani la possibilità di fare deroghe. Cosi ci troviamo casi in cui al Comune di Vasto l'unica casa italiana di un residente all'estero è considerata seconda casa, mentre nel Comune di Bologna la stessa è considerata come abitazione principale.
Quindi valutate il regolamento Imu di ogni Comune per verificare se esso prevede la vostra situazione come prima o seconda casa.
Nel caso di equiparazione a prima casa siete esonerati , nel caso di seconda casa dovete pagare l'imu.
Ovvio è un aggiornamento alla data indicata, qui cambiano di continuo. in Tre anni non so più quanti aggiornamenti ho fatto.

30 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti per la grande chiarezza di questo articolo. Purtroppo non vi è ancora una risposta definitiva, mi sembra di capire, ma perlomeno avete illustrato molto bene lo stato attuale delle cose e le eventuali azioni da intraprendere per avere un chiarimento.

Mi aspetto comunque che i singoli Comuni preciseranno in merito, come già hanno fatto con l'ICI dopo l'iniziale periodo di confusione.

MS ha detto...

Grazie! l'intento del blog è proprio quello di fare articoli che spesso non si trovano altrove, e specie sulla parte pratica di fornire informazioni basate su esperienze e dati certi.
Ho fatto anche una domanda ad una associazione consumatori, e all'esperto del Sole24ore, ma vediamo cosa rispondono, temo si arrivi alle solite chiacchiere che poi si riassumono in un nulla di certo come la risposta dell'agenzia entrate.
Comunque, relativamente ai Comuni italiani non so se si adegueranno tanto presto, il mio Comune, non ha mai fatto citazioni Aire e non ha mai risposto alle mail e raccomandate che chiedevano l'applicazione di quanto era previsto per legge. Ho dovuto ricorrere all'inrpello per vedere riconosciuto un mio diritto, ufficialmente (questo è il bello dell'interpello). Pubblicherò prossimamente un modello di interpello da utilizzare per inviarlo ai propri Comuni di competenza.

luigi ha detto...

la fregatura sarà la decisione del comune di residenza per applicare l'aliquota al 4x1000
o al 6x1000. un 2x1000 in più è tantissimo.

MS ha detto...

è vero luigi, io temo che aumentaranno l'aliquota delle seconde case. Unica possibilità sarà poter rientrare ancora nella normativa della abitazione principale (per i cittadini aire). Come scritto in articolo ciò si saprà :
- dal silenzio assenso del Comuen di fronte ad un interpello del cittadino aire interessato;
- da una eventuale circolare o risoluzione del ministero dell'economia che chiarisca questa casistica;
- da un evenutale citazione in merito nel nuovo regolamento Imu che i Comuni approveranno. Oggi molti Comuni già col regolamenti Ici non indicavano nulla sui cittadini aire quindi si applicava la normativa nazionale e la risoluzione del min. eco.

Anonimo ha detto...

Salve, accingendomi ad acquistare la mia prima casa in Italia e siccome nei prossimi giorni formalizzerò l'iscrizione all'AIRE in quanto mi sono trasferito permanentemente per lavoro in Svizzera stavo cercando di capire qual era la situazione attuale IMU, ci sono aggiornamenti?
E se l'abitazione la lasciassi in usufrutto gratuito a mia madre cambierebbe qlcs ai fini IMU? (spero di aver utilizzato dei termini corretti) ringrazio anticipatamente per eventuali risposte

MS ha detto...

ad oggi gli aggiornamenti sono quelli dell'articolo, appena ne avremo altri li pubblicherò. Quanto all'uso gratuito per familiare con l'ici c'era l'esonero ma con l'imu no, se utilizzi l'usufrutto sarà tua mamma a pagare l'imu mentre tu come nudo proprietario non hai tasse da pagare.

Anonimo ha detto...

Si ottima idea te ne sarei grato..

Anonimo ha detto...

Questa Istanza di interpello si potrebbe fare anche oggi? 03.04.2012. La risposta arriverebbe entro agosto e visto che la 2° rata dell'IMU va pagenta entro dicembre.

Anonimo ha detto...

È tardi per fare l'istanza di interpello al comune? Scadenza prima rata 18.6.2012

MS ha detto...

ho dato l'ok per pubblicare due commenti ma non li vedo, non vorrei un errore tecnico..comunque mi si chiedeva se era tardi per fare interpello.
In realtà SI, per avere una risposta o meglio un silenzio assenso entro metà giugno andava inviato entro metà febbraio. Io l'ho inviato e non ho ancora ricevuto risposta dal COMUNE. Comunque sarò tenuta a NON pagare, come da me indicato nell'interpello SOLO se il Comune NON mi risponderà entro metà giugno 2012, cioè scaduti i 4 mesi di attesa.

MS ha detto...

però per la prima rata che fai ? la paghi? e se la paghi vuol dire che riconosci che devi pagarla. NOn la paghi? ma poi se il comune ti dice che la devi pagare ci paghi anche le more. ANdava fatto per tempo, ora non so se si può ancora fare, in teoria si, ma non so come poi ti dovresti comportare per il pagamento. Non sono una esperta giurista quindi è solo una opinione.

davide ha detto...

Ok ho capito, ci hanno incastrati... Adesso la mia domanda e': ma devo pagare anche le tasse in francia per la casa posseduta in italia non locata? Dove posso trovare maggiori informazioni?
Grazie mille

MS ha detto...

In Francia le tasse si pagano sui beni ovunque posseduti, quindi immagino che debba essere dichiarata sul formulario cosi come va dichiarato il conto corrente che hai in Italia se lo hai.
Lo stesso del resto vale per gli italiani residenti, pagano per le case possedute all'estero e devono dichiarare i depositi esteri.
Chi ha una casa in costa azzurra paga la foncière, la taxe d'habitation e pure l'irpef sulla casa francese. Direi che c'è una sorta di reciprocità sulla tassazione .
L'ulica cosa che ci lascia ancora un pò colpiti è che in molti Paesi come la Francia c'è una sorta di "abbuono" fiscale per gli espatriati che hanno beni in Francia anche se lavorano fuori nazione, mentre in Italia ci considerano come un qualunque cittadino straniero che investe in Italia. Cosa non piacevole

MS ha detto...

comunque per ogni inforamzione sulla tua situazione puoi inviare una mail al centro impots della tua zona ti rispondono velocemente e in modo chiaro.
L'ultima volta, un mese fà, che ho scritto una domanda alla agenzia delle entrate mi hanno risposto di presentarmi ai loro sportelli di persona !! e avevo scritto che ero residente all'estero. Siamo lontani anni luce sui servizi.

Anonimo ha detto...

Davide,
io ho una casa in Italia e sono residente in Francia (AIRE) da 10 anni.
Se la casa in Italia l'hai affittata, fai la dichiarazione in Italia per il reddito dell'affitto e dichiari lo stesso reddito in Francia dovre avrai un credito d'imposta.

Se la casa non l'hai affittata, non devi dichiarare niente in Francia.

Cosi' mi hanno detto all'ufficio delle imposte in Francia.

MS ha detto...

dunque, la tassazione Imu riguarda la casa in Italia, tu che sei residente all'estero pagherai l'Imu come seconda casa e non più l'ici come prima casa.
Quanto al tuo discorso riguarda la dichiarazione da fare in Francia.
Non sono però sicura sul secondo punto: una casa in Italia (o all'estero) anche se non affittata dovrebbe entrare comunque nel patrimonio di un residente fiscale francese, credo quindi che tu debba proprio dichiarare la proprietà della casa italiana al fisco francese, anzi bisogna anche dichiarare il conto corrente italiano (se ne hai uno, immagino di si').
Il centro imposte forse si riferiva al reddito, se non affiti la casa italian non hai un reddito inteso come flusso di denaro, ma comunque resta di fatto il patrimonio. Io quando lavoravo in banca ricordo che i miei clienti dichiaravano sul modello unico la proprietà delle case in costa azzurra o all'estero.. immagino sia reciproco..norma europea?

Anonimo ha detto...

Il valore del mio patrimonio (sfortunatamente) non supera la soglia per il pagamento dell'impôt sur la fortune (1.3 milioni di €) per cui non dichiaro in Francia la casa che ho in Italia (a disposizione).

In Francia dichiaro:
- il mio reddito francese
- il mio c/c italiano
- gli interessi sul mio c/c italiano
- (l'affitto percepito quando la mia casa era affittata)

In Italia compilo il modello Unico per la casa, pago l'IMU e la tassa sui rifiuti.

MS ha detto...

ok, pensavo si dovesse comunque indicare la casa italiana anche se poi la tassa isf scatta dalla soglia che hai indicato. Mi informerò meglio anche perchè ne sono interessata , è il primo anno che pago le tasse in Francia.
Quanto al conto italiano lo dichiarerò ma ho un conto senza interessi, va bene cosi.
Sull'imu, se la casa è la tua unica casa italiana e NON locata, stando ad oggi ci paghi l'imu come seconda casa, ma se passa l'emendamento di Bucchino verrà equiparata alla prima con aliquota 0,4% e detrazione di 200euro.
Quanto alla Tarsu, ricordate che in molti regolamenti comunali se non si abita nel Comune in cui si ha la proprietà per almeno 6 mesi l'anno si sconta di un terzo la tarsu. Io la pago scontata.Ma bisogna inviare un modulo e lo sconto parte dall'anno successivo a quello di invio della comunicazione

Anonimo ha detto...

La Tarsu la pago scontata come AIRE

Anonimo ha detto...

bisogna fare l unico quest'anno per i soli proprietari di seconde case in italia ?
dal sito : "una nuova tassa, l'imposta municipale unica (IMU), che sostituisce sia l'Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'ICI, introdotta nel 1992"
grazie
ottimo sito
dario

MS ha detto...

leggendo le istruzioni dell'Unico 2012 la risposta è si, ma solo se la rendita della casa è superiore a 500 euro

Anonimo ha detto...

salve,la mia domanda è questa:se un italiano è iscritto all'AIRE e ha acquistato casa in francia,ma in Italia non possiede alcun immobile,deve pagare l'IMU allo Stato Italiano relativo all'unica casa che possiede in Francia e che ci abita ? Grazie per la risposta .

MS ha detto...

assolutamente NO! L'Imu è una tassa che si paga su immobili situati in Italia.
QUanto alla casa in Francia essendo residente in Francia non avrai nemmeno da pagare la patrimoniale, che invece devono pagare i cittadini italiani residenti in Italia , secondo il nuovo decreto Monti mutato in legge.
QUindi da italiano iscritto aire, residente in Francia, con unica casa in Francia (o due o tre in Francia) pagherai solo le tasse locali francesi (habitation, foncière..)

Anonimo ha detto...

CHI MI PUÒ AIUTARE RIGUARDO IMU CONFUSIONE TOTALE

Sono una delle tante Italiane residente all´estero, iscritta all´AIRE e con un immobile per giunta non affittato in Italia.
Vorrei sapere se ci sono agevolazioni per i residenti all´estero e su quali basi fare il calcolo e dove pagare.
Certo che l´Italia in quanto a complicarsi la vita e´unica!
GRAZIE!

MS ha detto...

purtroppo le agevolazioni dettate da legge statale NON ci sono più e quindi si dovrà pagare come seconda casa, salvo che il Comune dove hai la casa italiana non emani, nel nuovo regolamento Imu, che ad esempio i cittadini aire residenti all'estero pagano con le agevolazioni prima casa.
Quindi prima cosa verifica appena ci sarà, il regolamento IMU del tuo Comune (quello in cui sta la casa), e poi verifica sempre col Comune le aliquote.
QUanto al calcolo ci sono vari siti online,ad esempio http://www.calcoloimu.it/ l'importante è sapere la aliquota che devi pagare per inserirla nel computo automatico.
SOno daccordo con te circa il complicarsi la vita.
Quanto al DOVE pagare, anche qui devi contattare il Comune, che di solito invia i bollettini col concessionario. Con l'Ici si poteva pagare anche con l'F24 (pure online) oppure tramite banca (io lo facevo tramite la banca italiana online). Questo con l'Ici, con l'Imu non so neanche io come ci si dovrà comportare, mi informo nei prossimi giorni, visto che ne sono interessata anche io (una sola casa italiana non locata) e posto o aggiorno l'articolo

MS ha detto...

Come e quando si paga l’IMU sulla seconda casa e altre proprietà?

Il Primo Acconto IMU per la Seconda Casa e altri tipi di proprietà come negozi, uffici ha scadenza 18 giugno (scusate in articolo ho indicato il 15 giugno): pertanto, ll contribuente per la seconda casa deve versare l’IMU in 2 rate:
•50% della tassa IMU al 18 giugno: calcolata sulla base dell’aliquota ordinaria dello 0,76%
•+ l’altro 50% al 16 dicembre: saldo e conguaglio finale calcolato sulla base dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla precedente rate su aliquota deliberata dai singoli Comuni entro luglio 2012. Nello specifico, i Comuni possono modificare l’aliquota IMU in aumento o in diminuzione fino a 0,3 punti percentuali, così come possono ridurre fino allo 0,4% l’aliquota per gli immobili ubicati nel proprio territorio, per esempio il Comune di Roma, Torino, Milano, Firenze e Genova hanno già deliberato l’aliquota Variabile al 1,06%.

MS ha detto...

**** chicca****
vi segnalo questo sito utilissimo, http://amministrazionicomunali.it./imu/calcolo_imu.php#

in pratica voi inserite i dati riferiti al vostro o ai vostri fabbricati e il sistema vi riproduce l'f24 con i codici tributo e i calcoli corretti (quanto versare a Stato e quanto al Comune).
Penso di avervi segnalato qualcosa di davvero utile, ho verificato manualmente sia i codici che gli importi ed è tutto ok.

Anonimo ha detto...

salve a tutti , io sono iscritto all ' aire , separato , quindi per la prima casa mi sembra chiaro che essendo assegnata alla mia ex moglie io non debba pagare l' imu , ma per la seconda casa che in effetti e' quella in cui io vivo quando sono in Italia , che non e' locata e quindi come la devo considerare , devo pagare , e se dovessi prendere la residenza sulla seconda casa , in base alle nuove regole come devo pagare l' imu , grazie per l'aiuto che mi verra dato

MS ha detto...

la seconda casa italiana, o fosse anche la prima ed unica enon locata, con l'imu paga come seconda casa.
Se porti la residenza in Italia su quella casa paghi comunque come seconda casa perchè l'agevolazione prima casa è valida solo se in quella casa hai residenza E domicilio. Se hai solo residenza ma vivi solitamente all'estero è considerata seconda casa.
Il comune può con regolamento imu cambiare le regole e far pagare come prima casa ai cittadini aire, ma dipende dal Comune e considerate le casse comunali, non so chi farà questa eccezione.
Non sono esperta in materia quanto scrivo è solo quanto io ho trovato in materia, quindi chiedi bene al Comune o all'agenzie entrate.

seoer ha detto...

Come al solito la chiarezza in Italia ci contraddistringue.

Non si capisce perche' anche le cose piu' semplici devono varcare i confini della realta'!!!